Valli Cupe diventano Riserva, tra canyon e rarità botaniche. Istituita con legge regionale. Meta ogni anno migliaia visitatori

(di Clemente Angotti) (ANSA) – CATANZARO, 29 DIC – È diventata Riserva naturale regionale l’area delle Valli Cupe, quell’impasto di natura e paesaggio d’impronte spiccatamente mediterranea che il naturalista belga John Bouquet definì come “Il segreto meglio custodito d’Europa”. Un traguardo importante – sancito dall’approvazione alla unanimità della legge istitutiva in Consiglio regionale della Calabria, promulgata dal presidente della Regione, Mario Oliverio – per l’area territoriale che tra incantevoli cascate immerse in luoghi incontaminati, canyon che celano tesori di biodiversità inaspettati, viste mozzafiato su gole e dirupi, alberi secolari e autentiche rarità botaniche e non solo, da anni catalizza l’interesse e l’attenzione di moltitudini di turisti e appassionati. Un itinerario autenticamente alternativo, a metà strada tra la costa Jonica e le prime pendici della Sila catanzarese, siamo tra i comuni di Sersale e Zagarise, a poca distanza anche dal capoluogo, dove domina l’incanto della natura selvaggia e lussureggiante che si fonde con tracce e monoliti che rimandano ad un passato anche remotissimo e denso di eventi. Così la vista si perde tra un canyon lungo dodici chilometri (per quattro ore circa di cammino), e ben 101 cascate, nessuna delle quali è uguale all’altra, scoperte e catalogate una ad una: dall’ Infernaccio, al Campanaro, dal Crocchio all’Aquila delle Grotte. Qui, tra villaggi dimenticati (Barbaro, già fiorente comunità annientata dalla pestilenza)e i ruderi della città settecentesca di Marcaglione, miseramente abbandonata, rivivono e s’ intrecciano frammenti di leggenda e tasselli di storia che rimandano dapprima alla presenza vivificante dei monaci basiliani (furono loro a introdurre alcune piante sconosciute) e quindi a un’epoca relativamente più recente, contraddistinta dal fenomeno del brigantaggio. A caratterizzare l'”appeal” ormai indiscusso e consolidato della riserva Valli Cupe (la terza a carattere regionale dopo quelle della Foce del Crati e di Tarsia) è la possibilità di uscire fuori dai circuiti tradizionali e di legare il mare ai monti (in tempi ulteriormente ridotti grazie alle migliorate vie di comunicazione stradale) all’insegna del trekking, a piedi o a dorso d’asino con sullo sfondo la bellezza di autentici tesori naturalistici. Una sorta di piccolo miracolo per questo vero e proprio scrigno di biodiversità che si rinnova di stagione in stagione compiuto grazie all’opera instancabile del botanico Carmine Lupia e dei soci della cooperativa Segreti Mediterranei di Sersale. (ANSA)

2018-11-11T12:57:47+00:00 29 December, 2017|