Fauna 2018-11-09T19:11:25+00:00

Le specie più comuni

La fauna della Riserva annovera moltissime specie.

Il capriolo (Capreolus capreolus) è un ungulato presente nel piano montano superiore, spesso predato dal lupo e frequentante gli stessi alti pascoli in cui sono condotte le mandrie di bovini che, seguendo le strade della transumanza, popolano da maggio-giugno a settembre-ottobre, l’altopiano della Sila e le sue pendici.

Il cinghiale (Sus scrofa), che negli ultimi anni ha spesso raggiunto presenze numericamente elevatissime, è distribuito in habitat molto differenti (dalla lecceta delle zone basse sino alla faggeta). I suoi passaggi sono resi evidentissimi dal rivoltamento del terreno scavato alla ricerca di tuberi e radici. In inverno tende a scendere nella macchia dove il clima decisamente più mite gli consente di trovare più facilmente cibo, costituito da ghiande, tuberi e alcuni frutti, come il corbezzolo.

La lepre (Lepus italica), presente in molti ambienti – dalla marina all’alta montagna – è un timido animale con abitudini essenzialmente notturne, quando non è difficile osservarla spesso inseguita dalla volpe (Vulpes vulpes) – che nelle zone basse è il re dei carnivori, pur non disdegnando bacche, frutti selvatici e frutti domestici che si trovano nelle campagne.

Tra i piccoli roditori si possono ammirare il delizioso moscardino (Muscardinus avellanarius), il ghiro (Glis glis) e lo scoiattolo meridionale (Sciurus vulgaris meridionalis); mentre tra i carnivori mustelidi sono molto diffusi la faina (Martes foina), la martora (Martes martes), la donnola (Mustela nivalis), la puzzola (Mustela putorius) e il tasso (Meles meles).

Molto numerose anche le specie di uccelli, in primis i rapaci come l’astore (Accipiter gentilis) e lo sparviero (Accipiter nisus), legati al bosco; la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il nibbio reale (Milvus milvus), il nibbio bruno (Milvus migrans) e l’albanella reale (Circus cyaneus), che preferiscono invece le pareti rocciose e gli spazi aperti alle pendici della Sila. Fra i rapaci notturni si ricordano il barbagianni (Tyto alba), il gufo comune (Asio otus), l’allocco (Strix aluco), la civetta (Athene noctua), l’assiolo (Otus scops). Numerosi anche i corvidi, tra cui il corvo imperiale (Corvus corax), la cornacchia grigia (Corvus corone cornix), la gazza (Pica pica) e la ghiandaia (Garrulus glandarius) conosciuta come l’uccello dei novantanove canti. Tra i colombiformi sono presenti il colombaccio (Columba palumbus), il piccione selvatico (Columba livia) e la tortora (Streptopelia turtus). Importante anche la presenza del picchio nero (Dryocopus martius), del picchio rosso maggiore (Picoides major) e, nei boschi umidi, della beccaccia (Scolopax rusticola) e del beccaccino (Gallinago gallinago). Molto numerosi, infine,  i passeriformi, tra i quali ritroviamo il merlo (Turdus merula), il tordo sassello (Turdus iliacus), la cesena (Turdus pilaris), la cinciallegra (Parus major), il cardellino (Carduelis carduelis), insieme a molti passeri, allodole, silvie, fringuelli, ecc.

Gli anfibi sono rappresentati dalla salamandra pezzata (Salamandra salamandra), dalla rana italica (Rana italica), dalla rana verde (Rana esculenta), dalla rana agile (Rana agilis), dalla raganella (Hyla arborea),  dal rospo comune (Bufo bufo), dall’ululone dal ventre giallo (Bombina variegata).

Tra i rettili, invece, troviamo la biscia dal collare (Natrix natrix), il ramarro occidentale (Lacerta viridis), la lucertola muraiola (Lacerta muralis) e la lucertola campestre (Lacerta vivipara), il geco o tarantola dei muri (tarantola mauritanica),  l’orbettino (Anguis fragilis), la vipera comune (Vipera aspis), il biacco (Coluber viridiflavus), il cervone (Elaphe quatorlineata), il saettone (Elaphe longissima) e il colubro liscio (Coronella austriaca), la testuggine palustre (Emys orbicularis) e la testuggine terrestre (Testudo graeca).

Ampiamente rappresentata anche la fauna ittica, della quale si segnalano soprattutto la trota fario (Salmo fario), l’anguilla e il granchio di acqua dolce.

Naturalmente ricchissima la rappresentanza degli insetti, di cui se ne citano solo alcuni a puro titolo esemplificativo: Melolontha melolonhta, Cetonia aurata, Cerambyx cerdo, Zonabris variabilis, Tettigonia viridissima, Mantis religiosa, ecc.. E tra gli insetti un cenno particolare meritano le farfalle, diffusissime in tutti gli ambienti, tra le quali si ricordano: Pieris brassicae, Aporia crataegi, Vanessa cardui, Papilio machaon, ecc.

Le specie rare

Il patrimonio faunistico dell’area è inoltre arricchito dalla presenza di altre specie dalla consistenza numerica più rarefatta:

  • il re della foresta cioè  il lupo (Canis lupus) che, nonostante la diminuzione numerica anche rispetto ad un recente passato, rimane il più misterioso e fiabesco degli animali;

  • il gatto selvatico (Felis silvestris), di abitudini prettamente notturne, probabilmente anche meno raro di quanto sembri, ma ritenuto tale per il carattere estremamente schivo e perché sempre molto attento a tenersi alla larga dall’uomo, per cui è di difficilissimo avvistamento, solo con molta fortuna è possibile incontrarlo nei boschi internati e fitti;

  • l’istrice (Histrix cristata), di abitudini notturne e  frequente anche nella zona più mediterranea;

  • il driomio (Dryomys nitedula) roditore tipicamente diffuso nell’arco alpino orientale ed assente nell’Appennino, tranne che in Calabria dove, pur essendo abbastanza raro, è stato avvistato anche sulle pendici della Sila Piccola;

  • il gufo reale (Bubo bubo), dall’apertura alare di circa 180 cm. che ne fa il rapace notturno più grande, raro ma presente con un buon numero di esemplari, attivo nelle ore notturne durante le quali caccia grossi roditori;

  • il capovaccaio (Neophoron percnopterus), detto anche avvoltoio egiziano (forse con riferimento alla sua frequente rappresentazione nell’arte figurativa dell’antico Egitto), specie migratoria conosciuta localmente come pasqualina (perché giunge in zona nel periodo di Pasqua), divenuto oggi uno degli avvoltoi più rari in Italia e presente inaspettatamente da qualche decennio in questa area dove, fino a pochi anni addietro, nidificava almeno una coppia;

  • il picchio nero (Dryocopus martius), il più grande tra i picchi europei e facilmente distinguibile per il piumaggio nero, la nuca rossa nella femmina e la cresta rossa nel maschio;

  • il tritone italiano crestato (Triturus carnifex) che vive in pozze d’acqua pressoché stagnante e nelle gebbie;

  • la salamandrina dagli occhiali (Salamandrina tergiditata), dai colori deliziosi e con i suoi caratteristici movimenti lenti e goffi, diffusa nella fascia media e  bassa, dove si può facilmente osservare nei corsi d’acqua a piccola portata.

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