Ambiente e territorio

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Ambiente e territorio 2018-11-09T13:15:24+00:00

Geografia e paesaggio

La Riserva naturale delle Valli Cupe si trova nel cuore della Presila catanzarese, che coincide all’incirca con il settore sud-orientale del massiccio silano e della  Sila rappresenta le ultime propaggini, che si prolungano nella corona collinare degradante verso la stretta fascia costiera che si affaccia al mare Ionio, proprio al centro dell’ampio golfo di Squillace.

La particolare esposizione, unita alla vicinanza del mare, determina la presenza di numerosi microclimi, con alto grado di differenziazione su scala locale,  e di una vegetazione particolarmente ricca e variegata.

Nella parte interessata da condizioni climatiche più marcatamente mediterranee, l’ambiente fisico della Presila si caratterizza per la presenza di pendici molto scoscese, gole e forre profonde, dove i vari corsi d’acqua, formando una serie di salti e cascate, creano degli habitat unici proprio in conseguenza dei particolarissimi microclimi che le condizioni ambientali concorrono ad instaurare.

La fascia territoriale presa in esame rientra, dal punto di vista fitoclimatico, nella zona del Lauretum (dalla sottozona fredda alla sottozona calda) — dove la fase climax è rappresentata dalla lecceta e dall’oleo-lentisceto, con le loro varianti —, nella zona del Castanetum e nella zona del Fagetum.

La ricchezza di specie, indice di elevata biodiversità, rappresenta una formidabile risorsa ambientale e rende l’area particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico. Sono facilmente individuabili, oltretutto,  elementi che rendono la zona simile per alcuni aspetti all’Aspromonte e alle Serre e per altri  alle montagne del gruppo del Pollino, quasi un concentrato di ambienti differenti, sintesi mirabile delle straordinarie bellezze naturali di cui è ricca l’intera Calabria.

Dal punto di vista geologico l’area della Riserva fa parte dell’unità della Sila, che rappresenta l’elemento strutturale più elevato del settore settentrionale dell’arco calabro-peloritano. La matrice geologica è costituita da un basamento granitico-cristallino, altamente metamorfosato. I graniti, infatti, sono quasi sempre interessati da intensi processi di alterazione che li rendono incoerenti tanto da assumere spesso una granulometria sabbiosa.

L’area è caratterizzata dalla netta prevalenza di rocce metamorfiche (filladi, scisti e gneiss granatiferi). I termini ignei sono rappresentati in prevalenza da rocce a composizione variabile (quarzo-diorite, quarzo-monzonite e granito). In alcune zone affiorano banchi di granito rosa, come a Monte Raga, vera e propria appendice della Sila che si protende verso il mare Ionio, a valle della fase sedimentaria che si aggrappa alle falde del massiccio silano e che è costituita essenzialmente da conglomerati ed arenarie del miocene e del pliocene. Sono altresì presenti, mano a mano che ci si avvicina alla fascia costiera, banchi di calcare ed argille con formazioni calanchive.

La morfologia dei luoghi è spesso assai aspra, con versanti acclivi o molto acclivi. In corrispondenza delle formazioni di conglomerati ed arenarie, si osservano intensi fenomeni erosivi che a volte danno luogo alla formazione di spettacolari canyon, assolutamente unici – per tipologia geologica – nel nostro Paese.

Il territorio della presila catanzarese si presenta fortemente corrugato a causa di una successione continua di creste e valloni, risultato dell’azione di scavo che le acque di fiumi e torrenti hanno esercitato sulle acclivi pendici che dal massiccio silano degradano verso la stretta fascia costiera e il mare.

Numerosi sono, quindi, i corsi d’acqua: di portata e dimensioni differente, ma tutti capaci di suscitare l’interesse del naturalista e dell’escursionista, per le atmosfere straordinarie che si accompagnano allo scorrere selvaggio di acque sempre limpidissime e dalla sonorità incredibilmente armoniosa.

Anche i fiumi a corso più lungo presentano sempre regime torrentizio, con portata molto variabile in funzione della stagione e delle precipitazioni. Nel complesso, tuttavia, i corsi d’acqua dell’area costituiscono un efficiente sistema idraulico naturale, capace di regolare i deflussi meteorici e mantenere un sostanziale equilibrio idraulico nel territorio.

Una particolarità che rende questo territorio sicuramente interessante dal punto di vista fisico, è la presenza – non solo lungo i corsi d’acqua principali, ma anche lungo i corsi minori – di un elevato numero di piccole ma suggestive cascate. Ciò si spiega, naturalmente, con i repentini dislivelli che interessano il letto di fiumi e torrenti, in un territorio caratterizzato da forti pendenze e da una morfologia – come già detto – complessivamente tormentata.

Alla lenta e inesorabile azione erosiva delle acque, che si svolge nell’arco dei millenni, è dovuta altresì la presenza di gole e canyon di una bellezza straordinaria, a volte unici in Europa per le peculiari caratteristiche geologiche, veri e propri tesori naturalistici, rigogliosi di verde e capaci di meravigliare qualsiasi osservatore, dove l’acqua e la posizione riparata concorrono a creare particolarissimi microclimi che rendono possibile la presenza di rare associazioni vegetali e sorprendenti riserve di biodiversità.

Il clima è riferibile al tipo temperato freddo nella parte di territorio posta a quota superiore agli 800-1000 m. s.l.m., con precipitazioni medie annue superiori a 1.200 mm., frequenti precipitazioni nevose in inverno e temperature medie annue inferiori a 15 °C. Alle quote inferiori, invece, il clima assume caratteristiche marcatamente mediterranee, con precipitazioni medie annue comprese tra 800 e 1.100 mm., precipitazioni nevose solo occasionali e temperature medie annue superiori a 15 °C.

Vale la pena sottolineare, tuttavia, che ai tipi climatici generali sopradetti spesso si accompagnano – sia pure limitatamente a ristrettissimi ambiti territoriali – microclimi del tutto particolari, in alcuni casi riferibili ad un clima di tipo sub-tropicale che rende possibile la presenza – per come già detto – di associazioni vegetali e di specie di cui non ci si aspetterebbe la presenza.

L’elemento che maggiormente caratterizza la Riserva, dal punto di vista paesaggistico, è certamente l’estrema variabilità di ambienti che si alternano in modo spesso repentino, del tutto simili ad una sorta di caleidoscopio che racchiude colori e immagini che sembrerebbe impossibile poter osservare in così rapida successione. 

Nell’area della Riserva si può ammirare la stessa successione di fasce vegetazionali che si potrebbe osservare immaginando di percorrere tutta l’Italia da sud a nord, come dire dalla Sicilia alle Alpi. Si passa infatti, per dirla con la classificazione fitoclimatica di Pavari, dal Lauretum (regione dell’olivo) al Castanetum (regione del castagno) e poi al Fagetum (area di massima diffusione del faggio). 

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